Introduzioni
Torneo Conte E.P. Galeazzi

Dott. Arch. Enrico Pietro Demajo

Un terribile fatto di cronaca di qualche giorno fa mi ha colpito particolarmente.
Durante un incontro di calcio un tifoso della squadra di casa si è sentito male.
I sostenitori della squadra ospite, accortisi di quanto stava succedendo, hanno iniziato con un becero coro; “devi morire, devi morire”…

L’uomo è venuto a mancare il giorno dopo.
Ho volutamente omesso i nomi delle tifoserie perché, purtroppo, potrebbero essere di una qualsiasi squadra.

Le considerazioni che mi sono venute in mente sono state dettate dal fatto che non sono riuscito a capire cosa passa nella testa di questi pseudo-tifosi.
Com’è possibile, mi domando, che uno stadio animato da gente che ha in comune la passione per lo stesso sport, diventi il luogo dove degli esseri umani riescono a comportarsi in modo così basso?

Il collante dovrebbe essere l’amore per il gioco e, ovviamente, per la propria squadra ma anche la simpatia nei confronti di altri supporter che amano lo stesso gioco pur tifando per una squadra diversa.

Augurare la morte a un tifoso avversario è un po’ come augurarla a noi stessi perché in lui vediamo la nostra immagine riflessa; siamo noi con una sciarpa diversa al collo. Ma fortunatamente questo esecrabile episodio non è tutto il calcio, c’è chi lo usa per scopi di solidarietà, di amicizia e di fratellanza. Quando un gruppo di calciatori, soprattutto se amatoriali, entra in campo si diventa tutti uguali. Scompaiono le differenze sociali e culturali. Si corre dietro la stessa palla, ci si sporca con lo stesso fango, ci si bagna con lo stesso sudore. E la vittoria o la sconfitta devono essere marginali rispetto al piacere del gioco.
Se è vero, come si dice, che il bello del viaggio non è l’arrivo ma il viaggio stesso, è altrettanto vero che il bello della partita non è il risultato finale ma il piacere di giocarla…

Con questo spirito, di cui è permeato il torneo Galeazzi, faccio gli auguri a tutti i partecipanti e organizzatori.
E anche se è un po’ fuori moda vale pur sempre il motto: vinca il migliore!
Ma soprattutto vinca sempre e comunque lo sport.

Fondazione Cavalieri di Colombo

Il Direttore della Fondazione Cavalieri di Colombo

Dott. Arch. Enrico Pietro Demajo

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